Mercato
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La fondazione Ultramundum è un ente no-profit, non un'azienda. Pertanto, pur rivolgendoci spesso ad un 'mercato' delle ricostruzioni virtuali territoriali e potendo fatturare normalmente le nostre prestazioni, non operiamo con un concetto di 'vendita' dei nostri prodotti e servizi. Si è tentata la strada, che avremmo preferito, della acquisizione di fondi per la ricerca e l'innovazione, ma essa appare, tristemente, del tutto impercorribile (in Italia) per strutture come la nostra. Quindi, in attesa che un ente 'importante' o un'azienda o un privato ci consenta di accedere al supporto che sarebbe necessario per il rapido e completo sviluppo delle tecnologie da noi messe a disposizione di tutti, non abbiamo avuto altra scelta che quella della ricerca della realizzazione di progetti specifici, finanziati di volta in volta. In un tale modello, un ente pubblico (ma potrebbe anche essere un'azienda o un privato) finanzia la realizzazione di uno specifico progetto che, mediante l'uso delle tecnologia UltraPeg, può essere portata a termine ad una frazione del costo e con un tempo molto inferiore rispetto a quanto sarebbe necessario con metodi tradizionali. Questa strada ha prodotto molti risultati, con effetti estremamente positivi per i committenti, così come per il progetto complessivo di Ultramundum. Sembra quindi che una via no-profit allo sviluppo tecnologico che passa tramite la dimostrazione 'sul campo' delle potenzialità di un nuovo approccio sia possibile, e forse è anche più giusto così: non chiediamo a nessuno di credere al progetto a 'scatola chiusa', e siamo pronti a dimostrare con i fatti che si possono fare cose davvero rivoluzionarie. Si potrebbe pensare che la Fondazione 'venda' il prodotto, ma non è così. Innanzitutto, i progetti sono scelti dalla Fondazione sulla base di criteri del tutto non business: - La possibilità di utilizzare parte del budget per la realizzazione di nuove componenti della tecnologia e/o di nuovi strumenti da condividere poi con tutti. - L'avanzamento della diffusione della tecnologia UltraPeg grazie alla diffusione del progetto specifico. - La possibilità di far 'crescere' competenze sulle tecnologie della fondazione nell'ente 'cliente' e/o nella scuola o all'esterno. - Lo sviluppo di nuovi contatti utili alla nostra mission. - La possibilità di comunicazione attorno allo specifico progetto. Inoltre, il prodotto realizzato deve quasi sempre divenire di pubblico dominio, dato che la Fondazione predilige il paradigma dell'Open Source per le Tabulae realizzate. Deroghe a questo metodo sono state effettuate in alcuni casi, rispettando sempre le regole vigenti sulla proprietà intellettuale. Siamo ovviamente disponibili a condividere le nostre tecnologie ed i prodotti realizzati, specialmente con le aziende già operanti nelle aree nelle quali interveniamo. La Fondazione non vuole porsi come competitor delle aziende del settore, ma come stimolo e partner per realizzare insieme nuovi progetti che spesso altrimenti non potrebbero essere neanche immaginati. Siamo molto lieti quando in seguito proseguono le aziende già attive nelle varie aree. Con questo modello, la Fondazione ha collaborato con molti enti, di ogni dimensione e tipologia, creando contenuti innovativi quasi sempre di pubblico dominio. I vari enti hanno beneficiato di un consistene ritorno d'immagine, hanno ridotto grandemente i costi ed i tempi di sviluppo, presentando progetti ed idee in modo originale e fortemente innovativo. In futuro tale modello verrà ulteriormente perseguito ed esteso in nuovi settori, sviluppando un approccio molto originale, che sta destando grande attenzione in Italia e all'estero, in grado di coniugare ricerca con produzione, innovazione e concretezza con risultati altemente spettacolari.
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